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Il 2 Febbraio 1306 Giovanni Chiaromonte il Vecchio acquistava da frate Cirino, priore del convento di S. Maria di Ustica e di S. Onofrio, un grande appezzamento di terreno che comprendeva il piano della Marina, la Kalsa e la zona di S. Erasmo fino al ponte dell’Ammiraglio. Palazzo Chiaromonte, la cui storia è segnata da avvenimenti cruenti e terribili, è un esempio tipico di questa nuova concezione architettonica con la sua facciata elegante e raffinata, coronata da feritoie ed adornata da splendide finestre con archi ogivali a sesto acuto. Il 23 Luglio 1601, dopo che nel 1598 la Regia Magna Curia introdotta al tempo dei Martini fu trasportata al Palazzo dei Normanni, lo Steri diviene sede del Tribunale della Santa Inquisizione. L’autodafé ( dal portoghese auto da fé – atto di fede ) era una cerimonia pubblica dove veniva eseguita la penitenza o la condanna decisa dal Tribunale della Santa Inquisizione. Il condannato veniva trascinato in pubblico vestito di sacchi, capelli rasati e con berretto da somaro. Il 27 Marzo 1782 viene abolita l’istituzione del Tribunale dell’Inquisizione e per ordine del Vicerè Caracciolo, il 27 Giugno 1783, viene distrutto l’archivio segreto del Santo Tribunale stesso e le suppellettili della sala della tortura. Al primo piano che servì come abitazione sia dei Chiaromonte ma anche dei Vicerè si trova la Sala dei Baroni. La grande sala è decorata da un soffitto in legno a grandi travature testimone della raffinatezza di gusti di una nobile famiglia laica come quella dei Chiaromonte. La superficie di fondo dei cassettoni è divisa a sua volta in due parti da un travetto.
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